Il monastero di Santo Spirito è un antico edificio situato ad Agrigento, fondato nel 1299 dalla marchesa Rosalia Prefoglio. Originariamente dedicato alla Beata Maria Virginis et Sancti Spiritus, il monastero è stato gestito dalle monache benedettine dell’ordine cistercense fino al 1866, quando fu espropriato dal governo italiano. Dopo vari utilizzi, oggi è un Museo Civico, dedicato alla conservazione del luogo. La struttura è costruita in pietra calcarea arenaria e malta bastarda, ed è composta da due piani.

All’ingresso si trova un lungo corridoio e a sinistra il chiostro, che include un giardino con una fontana del Trecento. Al piano terra ci sono tre sale: la cappella, l’aula capitolare e il refettorio. La cappella ha una forma quadrangolare con un soffitto a volta a crociera e portali in stile chiaramontano, mentre l’aula capitolare presenta ampie finestre bifore e una cripta recentemente scoperta che potrebbe contenere la tomba di Isabella, pronipote della fondatrice. Il refettorio è un’ampia sala rettangolare con finestre monofore.

Al primo piano si trovano quattro ulteriori sale: il dormitorio, la sala dei marmi, la sala dei cassettoni e la sala della Madre superiora. Il dormitorio è ampio, con finestre monofore e una grande finestra bifora. La sala dei marmi contiene un crocifisso marmoreo del Quattrocento, mentre la sala dei cassettoni ha un soffitto ligneo e un affresco con figure religiose. La sala della Madre superiora presenta elementi strutturali simili alla cappella e all’aula capitolare.

Al secondo piano ci sono la sezione etno-antropologica Antonino De Gubernatis e la stanza cartografica e toponomastica. Il museo etno-antropologico ospita una vasta collezione di oggetti che riflettono la vita siciliana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Gli oggetti comprendono strumenti di lavoro, utensili da cucina, strumenti musicali, abbigliamento e giocattoli.